<h3> Dal 2013 l’amministratore di condominio deve possedere requisiti precisi e seguire una formazione obbligatoria. Ecco cosa verificare prima di affidare il proprio stabile.
TESTO:
La scelta dell’amministratore di condominio è una delle decisioni più importanti che i condomini possano prendere. Un buon amministratore garantisce una gestione trasparente, economicamente efficiente e giuridicamente corretta dello stabile.
I requisiti obbligatori per legge
Dal 18 giugno 2013, con l’entrata in vigore della riforma condominiale (L. 220/2012), l’amministratore di condominio deve obbligatoriamente:
- Essere in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado
- Aver frequentato un corso di formazione iniziale
- Seguire corsi di aggiornamento periodico (almeno 15 ore l’anno)
- Non aver riportato condanne penali definitive per delitti non colposi
- Non essere stato sottoposto a misure di prevenzione
- Non essere interdetto o inabilitato
Cosa verificare prima di nominarlo
Prima di votare la nomina in assemblea, è opportuno chiedere al candidato:
Documentazione della formazione: attestati dei corsi frequentati e degli aggiornamenti annuali.
Copertura assicurativa: l’amministratore deve avere una polizza di responsabilità civile professionale per i danni che potrebbe causare nell’esercizio dell’incarico.
Il preventivo dettagliato: non solo l’onorario annuale, ma anche l’elenco preciso delle prestazioni incluse e di quelle a pagamento separato (passaggi di consegne, stragiudiziale per morosi, assemblée extra, ecc.).
I principali obblighi dell’amministratore
La legge impone all’amministratore una serie di obblighi precisi (art. 1130 c.c.):
Aprire e gestire un conto corrente dedicato esclusivamente al condominio — è vietato confondere i fondi condominiali con quelli propri.
Redigere il rendiconto annuale in modo chiaro e trasparente, con situazione patrimoniale e nota esplicativa.
Conservare tutta la documentazione condominiale (registri, contratti, corrispondenza) e renderla accessibile ai condomini che ne fanno richiesta.
Eseguire le delibere assembleari e agire per il recupero delle quote entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio.
Quando e come revocarlo
L’amministratore può essere revocato in qualsiasi momento dall’assemblea, senza necessità di giusta causa, con le stesse maggioranze richieste per la nomina. In presenza di gravi irregolarità (mancata tenuta del conto separato, omessa convocazione dell’assemblea, omessa comunicazione del rendiconto) ciascun condomino può ricorrere all’autorità giudiziaria per la revoca.
Perché scegliere un amministratore con competenze legali
La gestione condominiale moderna richiede conoscenze non solo amministrative e contabili, ma anche giuridiche: dal recupero dei crediti alla gestione delle controversie, dalla corretta interpretazione delle delibere alle problematiche legate agli appalti e alle responsabilità.
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